Al Trevi una breve rassegna sul cinema d’azione di Enzo G. Castellari e Rémy Julienne

Il 16 e 17 gennaio u.s. al Cinema Trevi si è svolta una breve rassegna dedicata al maestro del genere d’azione Enzo G. Castellari e al famoso stuntman francese Rémy Julienne a cui hanno preso parte anche Franco Nero e Danilo Massi, figlio del regista Stelvio. L’evento è stato organizzato da Andrea Girolami e da Rodolfo Rossi in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Due serate per saperne un po’ di più sui loro film d’azione e ricordare un vero Poliziotto, Armando Spatafora, il miglior manico della Mobile romana a partire dagli anni ’50, cui è ispirata la pellicola di Stelvio Massi, realizzata con le scene acrobatiche di Julienne. La grande partecipazione del pubblico ha contribuito a rendere ancor più speciale l’incontro, ripreso anche dalla telecamere di Stracult, una vera e propria reunion dei due maestri del genere a distanza di oltre quarant’anni dal loro primo set, Ettore lo fusto (1972) di Enzo G. Castellari. In quell’occasione, la FIAT 850 condotta dallo stesso stuntman non riuscì a prendere lo slancio dalla bisarca per superare il muro di cinta del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur, rovinando al suolo. Lo sgomento del regista durò poco, perché il suo grande amico non aveva riportato ferite ma si preoccupò solamente per la rottura dell’automobile!!

<<Ricordo molto bene quell’incidente e la prima esperienza sul set con Enzo – dice Rémy Julienne – con il quale ho poi fatto La polizia incrimina, la legge assolve (1973) e Il cittadino si ribella (1974). Prima di incontrarlo avevo lavorato con Dino Risi in Operazione San Gennaro (1966). Ho vissuto per circa dodici anni in Italia per assicurare la continuazione di un contratto siglato dal mio maestro, il celebre stunt ed attore Gil Delamare, scomparso prematuramente nel 1966. Nel 1957 avevo ottenuto il titolo di campione nazionale francese di motocross, poi lui mi insegnò tutti i trucchi per diventare uno stunt anche con le automobili e quindi per circa 50 anni ho fatto questo bellissimo mestiere>>.

Franco Nero ha poi ricordato la straordinaria professionalità dello stuntman francese durante le riprese, a Genova de La polizia incrimina la legge assolve, in particolar modo riguardo l’inseguimento iniziale, divenuto di culto per tutti gli appassionati del poliziesco all’italiana. <<Mentre giravamo la scena dell’inseguimento la macchina guidata da Rémy si è catapultata più volte e lui, uscito dall’abitacolo si è rivolto a noi chiedendo se andasse tutto bene. Straordinario. Io interpretavo il ruolo del commissario ed in una sequenza ero nel sedile posteriore mentre lui era alla guida. Più volte gli ho chiesto di tranquillizzarmi e lui mi rispondeva sempre sorridendo. Un giorno, terminate le riprese, stavo aspettando un’auto che mi accompagnasse in hotel ma era in ritardo e allora mi accompagnò Rémy con una piccola automobile. Andò pianissimo ed io gli chiesi il motivo. Mi rispose che aveva paura di come guidavano gli altri e quindi fuori dal set lui non correva mai ed era molto prudente>>.

Dopo questo film Enzo G. Castellari è tornato subito a Genova per girare Il cittadino si ribella. <<Durante le riprese di una scena d’inseguimento sul lungomare, Rémy è stato realmente fermato da una gazzella dei Carabinieri. I militari, credendo che si trattasse di veri banditi in fuga, visto che gli altri stunt nell’auto con Rémy avevano in mano i mitra, li bloccarono intimandogli di arrendersi. Scesi subito dalla cameracar mostrando il ciak e spiegando che si trattava di una finzione. Eravamo impauriti noi e loro. Purtroppo era un periodaccio, avevano rapito il Giudice Sossi e c’era il terrorismo>>.

Dal punto di vista tecnico sono stati evidenziati da Rèmy Julienne alcuni aspetti tecnici: l’utilizzo di particolari autovetture e la preparazione delle scene più pericolose.

<< Di solito la produzione mi chiedeva quale fosse l’auto migliore. Dipendeva molto dal copione e da quello che si doveva realizzare. Riguardo la mi esperienza italiana posso dire che la macchina più adatta per fare gli inseguimenti fosse l’Alfa Romeo, la Giulia per l’esattezza. La Fiat era invece più confortevole e con quella ho realizzato molte scene acrobatiche. Per altri film all’estero ricordo di aver spesso utilizzato la Citroen 2 cv, addirittura in film di James Bond, potenziandola con 4 cilindr per renderla iù competitiva rispetto ad altre macchine più veloci utilizzate in quei film. Quando frenavamo si sollevava letteralmente. Poi la casa di produzione ne realizzò alcuni modelli con dei fori di proiettile da vendere per pubblicizzare il film. Una sorta di serie limitata>>.

Riguardo le scene più pericolose <<Molti produttori prima di realizzare le scene più rischiose si preoccupavano chiedendomi insieme ai registi se fosse stato possibile. Io prendevo il mio tempo perché avevo bisogno di provarle in sicurezza più volte e solo dopo ripetuti tentativi avrei potuto dare l’ok o meno. Si creava un rapporto di fiducia con loro ed era indispensabile e noi sapevamo fino a dove potevamo spingerci. Non ho mai pensato che produttori e registi fossero degli assassini per la pretesa di compromettere la mia vita. Oggi mi chiedono di scrivere sceneggiature e ne ho scritte circa venti in cui cerco di riprodurre scene straordinarie. È il Dio del cinema a motivarmi. In circa 50 anni di carriera in ambito internazionale ho lavorato in oltre 1.400 tra film, pubblicità, lungometraggi>>.

Durante la seconda serata il pubblico ha assistito alla proiezione del film Poliziotto Sprint (1977) di Stelvio Massi, ispirato alle imprese del Maresciallo Armando Spatafora, il poliziotto della squadra mobile romana, famoso per i suoi inseguimenti dapprima a bordo della  Alfa 1900, poi della Ferrari 250 GTE, l’unica posseduta dalla Polizia! Una bellissima autovettura con 4 posti un 2+2, una novità all’interno del marchio Ferrari rispetto alle 250 GT. Una macchina potentissima che servì a raggiungere i malavitosi alla guida di macchine di grossa cilindrata. Le sue vicende sono riportante nel bellissimo libro della figlia Carmen, Il poliziotto con la Ferrari (Ed. Rubettino) <<Lo stesso Spatafora aveva un bel rapporto con mio padre Stelvio – racconta Danilo Massie durante le riprese del film era sempre presente e attento fornendoci preziosi consigli. Abbiamo realizzato questa pellicola con diversi inseguimenti e scene anche pericolose realizzate dal grande Julienne, come la famosa discesa in macchina dalla scalinata di Trinità dei Monti o inseguimenti che dall’Eur si protraevano fino ad Ostia. Una volta ci è capitato un episodio simile quello accaduto ad Enzo a Genova, visto che sembravamo veri banditi in fuga e rischiammo l’arresto. Lavorare con Rémy Julienne sul set è stato un grande onore>>.

 

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